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    February 28

    SORRIDI

    A volte il tuo sguardo mi sorride effimero e lo lascio evaporare tra le mie dita.
    Lo sento scivolare nel mio palmo e
    solo un riflesso mi rammenta che ormai non è più qui, ma ovunque.
    So che c’è stato,
    ne sento ancora l’odore persistere tra le parole,
    come quelle essenze in bottigliette colorate, come aroma fresca d’ erba.
    Spesso mi sono ripromesso,
    ogni qualvolta ti ho visto andare oltre l’angolo, oltre il vetro…
    …..ma poi ti ho lasciato andare.
    Ormai la mia mano è bianca,
    bagnata nel palmo da una pioggia appena scivolata via,
    tutto sommato è piacevole caro amico.
    Oggi mi abbandono al profumo…
    ….al profumo di caldarroste nei vicoli, sorrido
     tutto intorno steso su scalini di sensazioni,
     mentre lentamente faccio fiori di carta
    ad un ricordo.
    February 22

    betulle

    Quando vedo le betulle curvarsi a destra e a manca
    Fra le linee degli alberi più scuri, ritti,
    Amo pensare che un ragazzo vi stia dondolando.
    Ma dondolarsi non li farebbe curvare così tanto
    Quanto la tormenta di neve. Li avrete visti spesso
    Carichi di neve un soleggiato dì d’inverno
    Dopo la pioggia. Scricchiolano già da soli
    Appena s’alza il vento, e si fanno variopinti
    Quando un minimo movimento sconquassa il loro smalto.
    Presto il calore fa cadere i cristalli
    Rovinando a valanga sulla coltre di neve –
    Dinanzi a quei mucchietti di vetro rotto spazzati via
    Penseresti che l’intima colonna del Cielo fosse caduta.
    Sono trascinati dal peso sul suolo prosciugato,
    ma sembrano non rompersi; e benchè siano stati curvi
    così mollemente per tanto tempo, non si raddrizzeranno:
    potreste vedere i tronchi per anni ancora fare arco
    nei boschi, lasciando penzolare le foglie a terra
    come ragazze carponi a pettinarsi i capelli
    prima di farli asciugare al sole.
    Ma vorrei dire che quando la Verità irrompe
    A dire la sua sulla tempesta di neve, io preferirei
    Avere un ragazzo dondolante fra di loro
    Dopo aver fatto va e vieni per riprendere le bestie –
    Un ragazzo lontano abbastanza dalla città per non
    Aver imparato il baseball, il cui unico gioco
    Fosse sempre con sé stesso, estate e inverno,
    un ragazzo capace di giocare da solo.
    Avrebbe domato ad uno ad uno gli alberi del padre
    Come cavalcandoli più e più volte,
    Per toglierne via la scontrosità,
    nessuno lasciato a zoppicare,
    nessuno abbandonato prima della conquista.
    Imparerebbe che tutto quel che c’è da sapere è di
    Non lasciarsi cadere giù troppo presto e di
    Non spezzare il ramo torcendolo troppo verso terra.
    Avrebbe poi preso padronanza coi rami alti, usando
    La medesima accortezza che usereste per riempire
    Una tazza fino all’orlo, e poi fin sopra l’orlo.
    Sarebbe scivolato sotto prima coi piedi, sibilando,
    Creandosi a calci una via fra l’aria e il suolo.
    Anch’io un tempo amavo dondolarmi fra le betulle.
    E così vorrei ancora tornare indietro a farlo.
    Quando son stanco di considerare, e la vita
    Mi pare troppo simile ad un bosco non segnato da
    Sentieri, e la faccia t’arde e si solletica con le ragnatele
    Strappate passandovi contro, e un occhio piange
    Per una pagliuzza entrata dalle ciglia aperte.
    Vorrei andar via dal Mondo seduta stante, e poi
    Tornare, e cominciare da capo.
    Che il Destino non mi disconosca e almeno un poco
    Mi conceda quel che voglio e non mi strappi di mano
    La possibilità di ritornare.
    La terra è il giusto posto per amare:
    non so affatto come potrebbe migliorare.
    Vorrei andarmene scalando una betulla, e
    Salire rami scuri lungo un tronco innevato, verso il cielo,
    fin dove l’albero non potrebbe condurmi,
    ma fosse pronto a piegare la cima e riportarmi giù.
    Sarebbe bello andare ed al contempo ritornare.
    Si potrebbe far di peggio che dondolarsi fra le betulle

    February 12

    io sono il tutto

    All'ospedale l'amore mi aveva parlato: "Io sono tutto e niente.
    Sono come il vento: non riesco a entrare dove le porte e le finestre sono chiuse. "
    Io avevo risposto all'amore: "Ma io sono aperto a te! "
    Al che mi aveva detto: "Il vento è fatto d'aria.
    E anche se nella tua casa c'è aria, tutto è sprangato. I mobili si ricopriranno di polvere,
    l'umidità finirà per rovinare i quadri e macchiare le pareti.
    Tu continuerai a respirare, conoscerai una parte di me: ma io non sono una "parte",
     io sono il "tutto" - e questo non potrai mai conoscerlo.